Biblioteche by night

Conosciamo tutti i problemi di conservazione del materiale librario: sappiamo ad esempio che la luce diretta è estremamente dannosa, o che temperatura e umidità vanno tenute sotto controllo. Ma mi chiedo se siano stati mai fatti studi sull’effetto del volume di decibel sui materiali librari.

Deichmanske Hovedbibliotek
Deichmanske Hovedbibliotek

Lo chiedo perché ieri sera la Biblioteca Pubblica di Oslo, in occasione del Bokfestival, si è trasformata in un raffinatissimo Lounge Club, con tanto di DJ set, e un casino di giovani svaccati su puff e divanetti, chiacchierando fra gli scaffali dei libri, o in coda al bancone del reference per una birra o un bicchiere di vino, o affollati sul terrazzo per una sigaretta nella fresca notte di Oslo.

Mi divertiva vedere persone che fra una birra e l’altra pescavano libri dagli scaffali per sfogliarli insieme agli amici seduti sui tappetoni colorati. Godendomi quella serata vivace in quella cornice vivissima e originale, mi trovavo a esprimere insieme ai miei compagni di master un pensiero che più di una volta mi ha attraversato la mente: i divani in biblioteca.

I divani in biblioteca. Ma ci vuole davvero tanto?

Senza contare il fascino scenografico delle biblioteche in generale: rilassandomi e ridendo fra quelle pareti di libri, riflettevo che raramente ho passato una così bella serata in un locale così seducente e accogliente.

Biblioteche by night

Accademici

Ci avevano detto che gli accademici norvegesi sono informali, ma le conferme sono sempre sorprendenti.

Accademici
Accademici

Questi due signori sono Per-Arne Olsen e Øivind Frisvold, rispettivamente prorettore dell’Oslo University College e Preside della Facoltà di Giornalismo, Biblioteconomia e Scienza dell’Informazione. Stanno cuocendo e distribuendo hamburger agli studenti per la festa di inaugurazione dei corsi internazionali. Gli altri “organi di ateneo” sono nei paraggi, alcuni in cucina, alcuni in giro per il campus. Oggi ero in coda per un panino, e scherzavo con il direttore del dipartimento per un resto sbagliato, e posso assicurarvi che i professori si stavano divertendo parecchio.

Cari Pelizzetti d’Italia: essere simpatici, sapete, è molto apprezzato. Attenzione, non sto parlando di fare gli eccentrici: arrivare a lezione con la segatura sui pantaloni, con i capelli spettinati o con le guance rubizze per avere trincato – a quello son bravi tutti. Parlo di un quarto d’ora di umana umiltà. Non rinchiudetevi dietro le grandi menti che tanto non siete; scendete in cortile a incontrare qualche studente, siate presenti a costo di sporcarvi le mani di grasso e frittura; provateci, una volta, e magari scoprite che vi piace.

Accademici

Master!

E così abbiamo iniziato il Master DILL (Digital Library and Learning).

Dopo una divertente cerimonia di apertura, con tanto di musica classica e canti folk a cappella, abbiamo preso confidenza con il programma del master, le strutture del campus, e ovviamente i rispettivi compagni.

DILL4 - picture by Audrey Anday
DILL4 – picture by Audrey Anday

Dunque, un po’ di colori: siamo 18 studenti, equamente distribuiti fra uomini e donne; siamo 7 europei e 11 extra-europei, e rappresentiamo un bell’insieme di Paesi: Grecia, Filippine, Azerbaijan, Etiopia, Romania, Italia, Olanda, Norvegia, Polonia, Bangladesh, Cuba, Danimarca, Malesia, USA, Cina, Turchia e Zimbabwe. Si uniscono anche 3 studentesse Erasmus, provenienti da Spagna e Repubblica Ceca.

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Master!