L’Atlante della Biblioteconomia Moderna

L'Atlante della Biblioteconomia Moderna - Copertina © Editrice Bibliografica
L’Atlante della Biblioteconomia Moderna
After a long processing, the italian translation of David Lankes’ Atlas of new librarianship is finally ready.
I’m speaking about it because I participated in the translation, together with the italian DILL students lead by prof. Anna Maria Tammaro and Elena Corradini. The book will be published by Editrice Bibliografica on march 13th, and we’re planning some presentations across the country.

I’m happy about this because I believe that Lankes’ base concepts are important in our community, but I see that our professional discussions often lack them – as I have stated several times. Besides I believe it’s crucial to work sharing the same vocabulary and principles. I have also noticed that New Librarianship’s concepts are very natural and common among the younger professionals, and this should mean something.

To conclude I inform that if you want a glimpse of Lankes’ principles you should take a look at his other book “Expect More“, which he made available for free here.

L’Atlante della Biblioteconomia Moderna

Tesi! – I dati dell’indagine

Finalmente la mia tesi di master è disponibile su ODA, l’archivio istituzionale della HiOA. Questo il link diretto all’item.

Ora che la tesi è ufficialmente online, e mentre preparo un articolo da inviare a qualche giornale open access, spendo almeno due parole, come promesso, per riassumere i risultati dell’indagine.

La ricerca riguardava l’uso dei software di gestione delle citazioni (Reference Management Software, RMS) presso i dipartimenti scientifici dell’Università di Torino. Ho somministrato un questionario a ricercatori e docenti, ricevendo 187 risposte, e ho raccolto 13 interviste. Non mi soffermo qui sui dettagli metodologici, sulle cifre, sull’analisi dei dati, ecc.; voglio invece esporre brevemente i risultati principali, conditi da alcune mie riflessioni personali.

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Tesi! – I dati dell’indagine

Cose che ho imparato dal DILL

Segno su un post-it le cose che ho imparato dal DILL. Forse la lista cambierà in futuro, ma mi sento di sottolineare alcuni punti fermi.

1) nessuno sa che cosa sia una Biblioteca Digitale

2) in ogni caso, e contrariamente a quanto credono in molti, una biblioteca digitale non è solo un deposito di materiale

3) le persone e non le risorse sono al centro della biblioteca

4) ogni cosa che fai va decisa sulla base dell’impatto che può avere, non sulla sua importanza di principio

5) non contano le conoscenze tecniche, ma la disposizione mentale

6) l’erba del vicino non è più verde

7) la pratica forse non vale più della teoria, ma è più divertente e più interessante

8) forse in classe non si impara niente, ma si esce avendo almeno in testa tutti le stesse parole, gli stessi principi, uno sguardo puntato verso una direzione comune e condivisa.

Cose che ho imparato dal DILL