Un bambino nello spazio

Quando ero bambino la scuola ci portò a vedere uno spettacolo teatrale. Non ricordo il titolo ma parlava di due ragazzi, fratello e sorella, che facevano amicizia con un buffo alieno di nome Wilko precipitato sulla terra. Wilko aveva le fattezze di un simpatico topone, e veniva dal pianeta di Wilkonia. I due ragazzi, appassionati di astronomia, dopo diverse peripezie lo aiutarono a ritornare a casa.

Lo staff dello spettacolo venne a trovarci a scuola, e ci parlò a lungo di Wilkonia. Ci fecero fare laboratori, disegni, ci fecero raccontare storie e creare cartelloni giganti, il tutto perché, ci dissero, al termine di questa preparazione saremmo saliti a bordo di un razzo che ci avrebbe portati su Wilkonia. Avremmo incontrato Wilko e i suoi simili!

Io non credevo alle mie orecchie. Mentre uscivamo dalla stanza, in fila mentre gli attori distribuivano a ciascuno un passaporto spaziale, io non riuscivo a contenere la mia gioia. Tutto tremante scuotevo i miei compagni dicendo: “ma ci credi? Andiamo nello spazio! Che bello!”. Ero felicissimo, perché ero anch’io un bambino appassionato di stelle, come può esserlo un ragazzino di 7 anni.

Quando giunse il momento, gli attori ordinarono le sedie su due file disposte frontalmente, e uno per uno ci fecero salire sul “razzo”. Ci dissero di tenerci stretti, perché il decollo sarebbe stato turbolento. Il capitano chiuse l’invisibile porta. Gli attori fecero un po’ di rumore, invitandoci a seguire con il corpo i movimento del razzo. Infine il capitano annunciò l’avvenuto atterraggio, e ci diede il permesso di iniziare lo sbarco. Ci alzammo dalle sedie, e ci disperdemmo nella sala in cui si svolgeva il laboratorio.

Ero perplesso. Era stata una prova del lancio, come fanno gli astronauti quando usano i simulatori per addestrarsi al volo nello spazio? In effetti non avevamo indossato tute, né caschi. E del cielo stellato non avevamo visto nemmeno una foto. Guardavo i miei compagni ma non trovavo sui loro volti analoghe tracce di disappunto o stupore. Possibile che non si rendessero conto che qualcosa non andava? Ci avviammo verso l’uscita, di nuovo in fila indiana. Davanti alla porta una delle attrici ci timbrava il passaporto, dandoci il benvenuto sul pianeta. Quando arrivò il mio turno osai chiedere: “Quand’è che andiamo su Wilkonia?”. “Siamo già arrivati!” mi rispose lei timbrando il cartoncino, con un entusiasmo sospettosamente fuori luogo per un semplice addetto della dogana spaziale. “Ma io intendevo per davvero”, volli aggiungere. La fila andò avanti.

Fu a questo punto che capii che nello spazio non ci saremmo mai andati, e che di Wilkonia, che probabilmente nemmeno esisteva, sarebbe rimasto solo qualche nostro disegno su cartelloni giganti. Pensai che non era stato carino da parte loro fare finta che una fila di sedie fosse un razzo spaziale che ci avrebbe portati nello spazio quando in realtà non si era mosso dalla sala. E lo stupido passaporto di cartone con il timbro del topo? Un inutile elemento di scena.

Ricordo ancora la delusione per quella promessa non mantenuta. Degli attori non ci si deve fidare, ma ero piccolo e non lo sapevo (in realtà un altro attore sarebbe venuto in quella stessa scuola a dirci che gli attori sono degli ingannatori, ma questa è un’altra storia). Non esistevano scuse: io ero un bambino a cui era stato negato lo spazio.

Ma ora sono cresciuto. Sono grande, sono un uomo. E sono pronto a riprendermi la promessa che mi è stata tolta. A marzo mi imbarco sul Monitor Celestra.

Monitor Celestra
Monitor Celestra
(Dedicato alla Leggenda, da parte del Giocante)
Un bambino nello spazio

Pubblicazione

Grazie al mio compagno Muharrem, un nostro lavoro di gruppo fatto per il semestre di Tallinn è stato pubblicato su Bilgi Dünyası (Information World). Si tratta di una literature review sui temi della sicurezza digitale in ambito bibliotecario.

Bilgi Dünyası è una rivista Open Access dell‘associazione turca delle biblioteche universitarie e di ricerca (UNAK), ed è indicizzata e referata: il fatto che il nostro articolo, benché fosse un lavoro scolastico scritto a 10 mani, abbia passato una revisione paritaria ci rende felici!

La citazione completa, con tanto di link, è la seguente:

ANDAY, A., FRANCESE, E., HUURDEMAN, H., YILMAZ, M., & ZENGENENE, D. (2012). Information Security Issues in a Digital Library Environment: A Literature Review. Information World, 13(1), 117-137. Retrieved from http://bd.org.tr/index.php/bd/article/view/7

Pubblicazione

Mi sono (finalmente) iscritto all’AIB

AIB logo
Associazione Italiana Biblioteche
Nei propositi dell’anno nuovo c’era anche questo. L’ho detto, e l’ho fatto. Mi sono finalmente associato all’AIB!

E ora vediamo come va 🙂

Mi sono (finalmente) iscritto all’AIB

Mendeley Advisor

Mendeley Advisor Badge
The Mendeley Advisor Badge
Da ieri sono diventato Mendeley Advisor.

Questo fa di me un “promotore ufficiale” di Mendeley principalmente presso la mia istituzione (in questo momento l’Università di Torino), curando l’assistenza e l’organizzazione di presentazioni o altri eventi formativi. Nell’atto pratico questo mi spinge a fare un ulteriore passo in avanti verso la conoscenza del prodotto e verso il supporto che posso offrire: se già ultimamente ho dato con piacere alcuni suggerimenti d’uso, da oggi mi proporrò di farlo ancora maggiormente, e con maggiore piacere.

Intanto mi fregio degli aspetti di vanità correlati: ecco un bel badge che impreziosisce il mio blog e il mio profilo su Mendeley 🙂

Mendeley Advisor

Bilingual

Da oggi il mio blog tenta di avere una specie di versione bilingue. Cliccando sulle bandierine in alto a destra, è possibile passare dal contenuto in italiano al contenuto in inglese, ovviamente per quegli articoli provvisti della doppia versione. (Solo i contenuti! Per i tag e l’interfaccia è un pochino più complicato). Questo comporta che d’ora in avanti dovrò fare un doppio lavoro, ahimè; avviso subito che non tutti i post saranno scritti in due lingue, e tantomeno non tutti gli articoli passati verranno tradotti. Ma farò il possibile, in fondo me l’ero ripromesso.

Ho usato il plugin di wordpress mlanguage; è estremamente semplice, e funziona tramite un tagging del contenuto. In assenza di un foglio stile, il contenuto viene visualizzato tutto insieme; nei feed rss invece viene visualizzata la versione di default (italiano), con una dicitura al fondo che avvisa che il contenuto è disponibile anche in inglese. Ho dovuto smanettare parecchio per adattare il plugin al mio tema, e non ho ancora provato la versione mobile. Inoltre non è ancora perfettamente funzionale specialmente per quanto riguarda i contenuti più complessi (immagini, citazioni, ecc.) ma spero col tempo di oliare il meccanismo.

Non tutto è perfetto: avrei voluto che le bandierine comparissero per ogni post per cui è disponibile il testo altrenativo, e non per tutto il sito. Per ora potete vedere tutti i blog con contenuto inglese anche attraverso il tag english.

Per ora, cari lettori internazionali, enjoy!

Bilingual