Le Nuove Tesi: conversazioni sull’Internet

title_cover_newcluesSabato scorso ero a Modena insieme al mio amico Pandini, e mentre lui era alla guida, disperatamente alla ricerca della strada giusta fra le varie rotonde della periferia, io al suo fianco declamavo, punto per punto, le Nuove Tesi del Cluetrain Manifesto.

Si tratta di un elenco di Tesi (clues) che fanno seguito a quelle del mitico Cluetrain Manifesto che Weinberger e Searls avevano proposto nel 1999 (vi ricordate? iniziava con l’assioma “I mercati sono conversazioni”).

Andrea Zanni, Marco Goldin e io ne abbiamo fatto una versione in italiano, che potete trovare sul web (su medium) e in ebook (e adesso anche in un bel listicle creato da Marco). [1]

Lo abbiamo tradotto perché, semplicemente, è bellissimo. [2] Ognuna delle 121 Tesi che vengono proposte è da sottoscrivere pienamente. Descrivono Internet come è nella sua natura, come può essere nelle sue intenzioni e in virtù del suo potenziale. Ci mette in guardia dal modo in cui le grandi aziende della Rete e i governi vogliono ridurla. Sono un manifesto. Leggetelo, fatelo vostro. Declamatelo ai vostri amici che vi siedono accanto, anche al rischio di perdersi nella nebbia emiliana.

Aggiungo una piccola postilla. Forse non tutti sanno che il Cluetrain Manifesto originale aveva dato spunto al gruppo Biblioteche Digitali dell’AIB per un Manifesto per le Biblioteche Digitali. Parafrasando la tesi iniziale (“Le biblioteche digitali sono conversazioni“) descrivevano punto per punto un’immagine di quello che avrebbero potuto e dovuto essere le biblioteche digitali.

Sarebbe interessante ripetere questo esercizio 16 anni dopo. Vedere come queste nuove tesi possono suggerire altrettanto nuove visioni per le biblioteche. Valutare se l’operazione è sensata, oppure se quelle che noi chiamiamo biblioteche digitali altro non sono che un sottoinsieme di tutta l’Internet, e che ognuna delle 121 Nuove Tesi in realtà è una definizione anche della biblioteca. Oppure usarle come spunto per rinnovare certe posizioni, rinfrescare certe visioni, rinunciare a certi presupposti, alleggerirsi. Ricordare come, forse, più che i suoi contenuti contano le interazioni che spontaneamente vi nascono.

Non lo so. Forse le due cose non c’entrano niente. Ma passeggiare col pensiero in questo mare di possibilità è bellissimo, e sono grato a David Weinberger e Doc Searls per avercelo ricordato.

[1] EDIT importantissimo: se l’abbiamo fatto, è perché il manifesto originale è rilasciato in Open Source, con il codice disponibile su Github, apposta perché venisse preso, manipolato, riconfezionato, ecc. Noi lo abbiamo pubblicato su Medium, con licenza CC-BY-SA, perché Medium permette di commentare punto per punto, cosa che ci sembrava appropriata al testo.

[2] Tanto che non siamo neanche stati gli unici: vedi qui e qui.

Le Nuove Tesi: conversazioni sull’Internet

Alcune riflessioni sull’Atlante

Riassumo qui tre riflessioni, e una conclusione, proposte dal pubblico durante la presentazione dell’edizione italiana dell’Atlante di Lankes al Salone del Libro, lunedì 12 maggio scorso, in seguito agli interventi mio e di Silvia Franchini. Vi avviso, è un po’ lunghetto.

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Alcune riflessioni sull’Atlante

Presentazione dell’Atlante – il punto di vista del bibliotecario

Pubblico qui l’intervento che Silvia Franchini ha tenuto al Salone del Libro 2014 per la presentazione dell’edizione italiana dell’Atlante di David Lankes. Silvia lavora alla Biblioteca comunale di Albino (BG) – Sistema Bibliotecario Valle Seriana.

Sono una bibliotecaria pubblica e da anni mi occupo dello sviluppo delle collezioni, sia tradizionali che digitali, sia per la mia biblioteca che per il mio sistema bibliotecario.

Le riflessioni ed osservazioni che condividerò con voi oggi nascono dalla mia esperienza lavorativa in una biblioteca pubblica, una biblioteca che per sua natura serve una comunità estremamente variegata dal punto di vista demografico, una tipologia di biblioteca che spesso intercetta per prima i molteplici bisogni della sua comunità anche se non sempre riesce a dare risposte soddisfacenti.

Si tratta quindi di considerazioni che riflettono quel punto di vista.

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Presentazione dell’Atlante – il punto di vista del bibliotecario

Presentazione dell’Atlante – il punto di vista dello studente

Questo è il testo del mio intervento al Salone del Libro 2014 per la presentazione dell’edizione italiana dell’Atlante della Biblioteconomia Moderna di David Lankes. Prossimamente pubblicherò il testo di Silvia Franchini, e un ulteriore post con le riflessioni scaturite.

Introduzione

Poiché ho conosciuto David Lankes ad una sua lezione che ha tenuto a Parma per il master DILL, nel 2011, e poiché il percorso di traduzione è nato proprio in seno al master, parlerò dal punto di vista dello studente più che del bibliotecario. In particolare vedrò come gli spunti dell’Atlante sono strettamente collegati con la mia personale esperienza formativa, e in qualche modo sintetizzano e confermano le cose che posso dire di avere appreso durante il master.

Per prima cosa riassumiamo il percorso di questo libro. L’Atlas esce nel 2011; nell’estate dello stesso anno Lankes tiene una lezione per il DILL a Settignano. Noi studenti restiamo affascinati. La prof. Tammaro e David iniziano a pensare a una traduzione italiana. La mia attività di “traduttore” inizia già nell’autunno seguente: curo il testo italiano dell’intervento che Lankes tiene a Roma, al convegno nazionale AIB, nel novembre 2011: il suo intervento ribadisce la missione dei bibliotecari e la necessità di un rinnovamento, perché “le biblioteche così come le conosciamo hanno vita breve”. Incominciamo a lavorare alla traduzione italiana nell’estate 2012. Insieme alla prof. Tammaro e a Elena Corradini – anche lei docente durante il semestre di Parma – il lavoro è stato svolto in collaborazione dagli studenti italiani delle prime 4 classi del DILL: voglio approfittarne per citare tutti i loro nomi: Federica Marangio, Andrea Zanni, Chiara Consonni, Ewelina Melnarowicz (polacca ma italofona 😉 ) e il sottoscritto.

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Presentazione dell’Atlante – il punto di vista dello studente

David Lankes sulla traduzione dell’Atlante

Lunedì 12 al Salone del Libro c’è stata la presentazione della traduzione italiana dell’Atlas of new librarianship di Daivd Lankes. Insieme a Silvia Franchini e me avremmo voluto avere l’autore in collegamento diretto via Skype, ma i mezzi tecnici del Salone non hanno permesso di creare il collegamento(*). Allora Lankes ha registrato un breve video in cui risponde a due domande che avrei voluto fargli in diretta.

Italian Atlas Launch from R. David Lankes on Vimeo.

Spero di riuscire a pubblicare nei post successivi gli interventi mio e di Silvia Franchini, oltre che una sintesi delle discussioni che sono seguite.

(*) Vi invito a riflettere su questo dettaglio: nel 2014, ad una fiera internazionale di editoria, libri e informazione, ci sono problemi ad avere un collegamento internet decente.

David Lankes sulla traduzione dell’Atlante