Nota sull’ultimo post: biblioteche diffuse

Da alcune osservazioni apparse su Facebook e Twitter in seguito al mio ultimo post, mi viene da aggiungere una postilla.

Durante la mia prima settimana nel mio attuale lavoro, ho incontrato ovviamente tutto lo staff e il management. Il consiglio che mi hanno dato tutti è stato:

Non stare mai tutto il tempo in ufficio. Esci, parla con le persone, gira nei corridoi. Niente di buono può venire a startene tutto il giorno seduto alla tua scrivania.

Si parlava spesso di “management by walking“, ovvero di organizzazione del lavoro fatta attraverso l’incontro e la conversazione con le persone, anziché redatta dal proprio ufficio isolato.

Questi consigli, ripetuti uguali da più persone, mi illuminavano. Mi dicevo di essere capitato in un bel posto. Si trattava ovviamente di quei principi adottati solo in teoria, più per mostrare di avere un approccio moderno ed efficiente che per l’effettiva convinzione. Sarà capitato a tutti di leggere un’offerta di lavoro che cerca impiegati “proattivi”, dotati di “spirito di iniziativa”, capaci di “lavorare in team”, “comunicare” e bravi nel “pensiero laterale” – per poi scoprire, una volta assunti, che il tuo capo non solo è inetto in tutte queste caratteristiche ma anzi le scoraggia. Non è una tragedia personale, purtroppo è la norma.

Ma al di là di questo, quei consigli iniziali mi sono sempre rimasti impressi, come una buona prassi.

Un’altra cosa che mi aveva colpito è che tutto il personale lavora sempre lasciando la porta dell’ufficio aperta. Sempre. Non c’è gesto più di questo che inviti alla partecipazione:”perenne simbolo di una disponibilità continua al dialogo, la discussione, l’aiuto” scriveva Marco Delmastro.

L’idea dei “bibliotecari diffusi” è stata spontaneamente incoraggiata da quel primo impatto.

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